Nella quotidianità frenetica di tutti i giorni ci capita spesso di arrivare al fine settimana senza aver pianificato nulla, ma la voglia di evadere rimane e spesso, per mancanza di tempi organizzativi, si rinuncia a un viaggetto verso qualche nuova meta, anche vicino a casa.

Il patrimonio culturale e artistico italiano rimane uno dei più ricchi e tutte le nostre città offrono spunti interessanti anche solo per un weekend. Per fortuna l’avvento del digitale ci sta venendo in aiuto e ci sta agevolando anche nel settore dei viaggi e della cultura.

Volete qualche idea o anche solo un aiuto per visitare una città ricca di storia e di stimoli culturali? Vicenza rappresenta la nostra proposta, anche solo per una gita di qualche giorno. Spesso quando si pensa alle città d’arte il pensiero ricade subito sulla città di Venezia, ma se si decide di fare un salto in Veneto, non si può non visitare Vicenza, che insieme a Padova e Verona rappresenta un gioiello artistico che non va trascurato all’interno della regione.

Grazie a una nuova app per turismo è oggi possibile organizzare una gita o visitare Vicenza, il tutto a portata di un semplice “touch”. L’ app si chiama Cityway e oltre alle molteplici informazioni che offre, possiede un’ampia sezione dedicata ai suoi principali monumenti. Vediamo allora assieme quali sono 5 edifici storici assolutamente da vedere, se deciderete di includere Vicenza nei vostri itinerari turistici.

 

Basilica Palladiana

 

È considerato uno dei principali simboli della città di Vicenza. Inserita nel 1994, all’interno del patrimonio umanitario dell’Unesco, la Basilica Palladiana si affaccia sulla splendida Piazza dei Signori, la principale della città e suo cuore pulsante. Questo edificio è opera del famoso architetto Andrea Palladio che vinse un concorso indetto dal Consiglio dei Cento nel 1549, ma fu completato solo nel 1614. Questo monumento è rinomato per il loggiato a serliane (struttura composta da un arco affiancato ai lati da due aperture rettangolari) studiato dal Palladio per circondare il medioevale palazzo della Ragione. Il materiale utilizzato è una pietra bianca proveniente da un paese locale (Piovene Rocchette). Durante la seconda guerra mondiale l’edificio subì il colpo dei bombardamenti. Negli anni post guerra è stata utilizzata come spazio espositivo.

Dal 2007 al 2012 la basilica è stata oggetto di importanti restauri di tipo funzionale e impiantistico, soprattutto nella parte che riguarda gli archi di sostegno.

 

Loggia del Capitaniato

 

Anche questo splendido edificio che si affaccia sulla Piazza dei Signori venne progettato da Palladio. In questo caso l’esigenza era quella di costruire una nuova residenza per il Capitanio, la più alta autorità veneziana in città.  Il Palladio dovette partire da una precedente costruzione di epoca medioevale. Il celebre architetto vi lavorò attorno al 1570, quando la basilica era ancora in fase costruttiva. La Loggia del Capitaniato si contrappone nel linguaggio architettonico all’equilibrato rigore classico con cui lo stesso Palladio aveva approcciato qualche decennio prima la struttura del duplice loggiato riguardante il palazzo della Ragione. Qui, infatti la composizione si fonda sull’ imponenza dell’ordine gigante. L’opera che ne risulta esprime quindi tutto il vigore richiesto per un monumento che doveva esprimere il potere della Repubblica di Venezia. Si tratta di un palazzo su due livelli, con a piano terra una loggia a tre archi aperta sulla prospiciente piazza. Al piano nobile si trova un unico grande salone illuminato da porte e dalle aperture del falso attico. L’intera parte frontale è stata progettata come apparato studiato per celebrare la vittoria navale veneziana contro i Turchi a Lepanto.

 

Teatro Olimpico

 

Quest’opera è sempre figlia dell’architetto rinascimentale. Accanto alla basilica rappresenta una delle icone della città di Vicenza. Fu commissionata nel 1580 dall’accademia Olimpica (consesso culturale-artistico a cui apparteneva lo stesso Palladio) per la rappresentazione di commedie classiche. All’interno di uno spazio chiuso che vuole simulare l’ambientazione all’aperto dei teatri classici, Palladio colloca una imponente scenafronte e una cavea con gradoni, che si conclude alla sommità con alcune colonne. All’interno dei tabernacoli sono collocate le statue degli Accademici del teatro. Le prospettive lignee sono invece dello Scamozzi e raffigurano la città di Tebe; furono realizzate per lo spettacolo inaugurale dell’Edipo tiranno e poi lasciate fisse nel teatro. Sempre allo Scamozzi viene affidata anche la realizzazione degli ambienti accessori: l’Odeo, sala dedicata agli incontri dell’Accademia, e l’ Antiodeo, decorati con pitture seicentesche di Francesco Maffei.

 

 

Museo Civico Pinacoteca di Palazzo Chiericati

 

Progettato nel 1550 da Andrea Palladio, in realtà il maestoso edificio venne completato solo nel 17° secolo seguendo comunque le forme previste per il progetto originario.

Il museo rappresenta una delle più ampie raccolte d’arte venete. Una delle parti più interessanti è la Pinacoteca, in quanto fornisce un’ampia panoramica sullo scenario artistico cinquecentesco, evidenziando nessi importanti tra l’architettura e l’arte pittorica dell’epoca.

Al piano terra si possono notare le cinquecentesche decorazioni ad affresco, opera di Domenico Brusasorzi e Battista Zelotti.

Al piano nobile si possono invece ammirare, nella parte cinquecentesca gli affreschi di  Battista Del Moro, mentre nella parte seicentesca sono da notare le tele di Cristoforo Menarola e Bartolomeo Cittadella.

Il piano interrato, finito di restaurare nel 2012 ospita le fondamenta delle antiche “casette Chiericati” risalenti al quattordicesimo e quindicesimo secolo.

Una volta concluso il tour del centro cittadino seguendo gli edifici che vi abbiamo suggerito, per visitare Vicenza in modo completo, non potete perdere la visita a qualche villa veneta. Sicuramente da non perdere è la Villa Rotonda-Almerico Capra:

 

Cinta sullo fondo delle pendici dei Colli Berici La Rotonda è una villa che sorge su una lieve altura lungo la Riviera Berica, appena fuori Vicenza. Progettata tra il 1556 e il 1557 da Palladio, su commissione di Paolo Almerico, fu terminata poi con i proprietari successivi dall’architetto Scamozzi.

L’edificio è a pianta centrale, impostato su un quadrato e completamente simmetrico; la sala centrale della villa è tonda e le facciate sono quasi uguali tra di loro. Al centro della villa è collocata una cupola sferica che si ispira al Pantheon di Roma. Su ciascuno dei quattro fronti si protendono dei pronai ionici e frontoni coronati da statue. Dopo il 1589 ebbero inizio i lavori decorativi che riguardano la parte interna. Il rustico che si trova affianco al viale di accesso sembra da attribuirsi allo Scamozzi. Risalgono al primo Settecento altri lavori edilizi, tra questi ricordiamo la scala ellittica in luogo di quella triangolare (nella parte ovest) da parte dell’architetto Francesco Muttoni.

 

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